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Il Comune di Albaredo per S. Marco si trova a 11 km. da Morbegno nella Valle del Bitto di Albaredo, all'interno del Parco Regionale delle Orobie di cui ne è una porta d'entrata. Punto di riferimento importante, per l'intera Valtellina, lo era già nel passato grazie alla Via Priula che lo attraversava. Posto in posizione strategica si incontra l'abitato qualche chilometro prima del Passo S. Marco che sino al 1797 era il confine tra lo Stato delle Tre Leghe, di cui faceva parte la Valtellina e la Repubblica di Venezia a cui apparteneva la confinante Val Brembana. Il transito era di grande importanza commerciale e fu voluto da Alvise Priuli, podestà veneto di Bergamo, da cui prese il nome. La via fu aperta nel 1592 dal capitano Zuane Quirini. Partendo da Bergamo, essa passava per Zogno, Piazza ed attraversava la Val Brembana, prima di salire al Passo di S. Marco e quindi scendere verso Morbegno.
L'abitato di Albaredo (910 m.) è situato su un ripido pendio e si presenta, fin dal primo colpo d'occhio, caratterizzato dalle sue contrade e dal centro storico arroccato attorno alla barocca chiesa di S. Rocco e di S. Sebastiano del sec. XVI. L'intera valle offre scenari naturalistici ancora incontaminati. L'antropizzazione del territorio è frutto della fatica del lavoro dell'uomo che ha saputo rispettare l'ambiente naturale e da esso trarre il proprio sostentamento. Da Albaredo, lungo i suoi sentieri, è facile scoprire la bellezza ed i colori del bosco a faggio, abeti e larici. Durante il periodo estivo negli alpeggi viene prodotto il famoso formaggio Bitto. Le condizioni di vita sono ancora quelle di un tempo e non è difficile trovare i casari lavorare il latte nel tipico "calècc". La sapiente abilità dei pastori , che la tradizione vuole acquisita dall'antico popolo celtico, trasforma il latte appena munto in un gustoso e fresco formaggio, è su questi pendii erbosi che nasce il famoso Bitto.
Superato l'abitato di Albaredo, gli orti ed i campi coltivati cedono spazio ai ripidi prati, ancor oggi ben tenuti e falciati. Il bosco ceduo, misto, in prevalenza di aghifoglie, presenta anche querce, aceri e betulle. I maggenghi di Baitridana, di Piazzo, di Corte Grande, di Corte Grassa sono ancor oggi caricati nei mesi estivi. Bianco e spumeggiate si presenta il Torrente Bitto mentre si sale verso il Passo S. Marco attraverso la strada transorobica, percorribile nei mesi più caldi fino alla quota più alta (1992 m). Qui un cippo segna il confine con la provincia di Bergamo (l'ometto) mentre poco più sotto si trova Cà S. Marco, punto d'appoggio e di ristoro dell'antica via. Una fitta rete di sentieri e mulattiere permette, a chi vuole conoscere il territorio e le peculiarità di questa vallata, di scoprire angoli sperduti e nascosti al turismo di massa come l'abete di Vesenda (400 anni) o il laghetto di Alpe Lago. Itinerari semplici com'è lo stile di vita dei numerosi pastori che, nei mesi estivi, popolano le malghe di queste montagne.
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